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18/09/2018
SAN GIOVANNI ROTONDO: Relazione introduttiva alla conferenza da parte del Luogotenente S.E. Gr. Uff. Prof. Notaio Ferdinando Parente

CONFERENZA IN OCCASIONE DELLA VIA CRUCIS DI SAN GIOVANNI ROTONDO
(10 marzo 2018)
«“Laudato si’, mi’ Signore”, cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: “Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba”».
«Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che “geme e soffre le doglie del parto” (Rm 8, 22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr. Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora».
Sono queste le parole d’inizio della Lettera Enciclica Laudato si’ del Santo Padre Francesco sulla cura della “casa comune”, data a Roma il 24 maggio 2015, in occasione della Solennità di Pentecoste.
La Lettera Enciclica si rivolge a tutti, ai cristiani, ai non cristiani, agli agnostici, «perchè la terra è la casa comune di tutti» e l’umanità «è il popolo che la abita».
Il problema dell’inquinamento, i fenomeni della devastazione dell’ambiente e dello spreco delle risorse naturali sono «strettamente connessi ai problemi di cui soffre oggi la maggioranza degli esseri umani», vale a dire «la povertà, l’emarginazione, la fame, la mancanza di acqua potabile, lo sfruttamento dei minori, la mancanza di lavoro».
E’ evidente che la crisi ecologica e ambientale, ossia la crisi dei contesti di vita dell’uomo, è una «crisi integrale che accomuna l’essere umano e la natura» e che coinvolge complessivamente «la società e l’ambiente», ma pure l’etica, la morale, la sociologia, l’antropologia, la tecnologia e il diritto.
È’ stato correttamente sottolineato che una delle cause fondamentali della crisi ecologica integrale, forse la più rilevante, è nel «paradigma tecnocratico», cioè in quel modello unidirezionale di «utilizzo delle scienze e delle tecnologie», secondo il quale «quando il soggetto stabilisce il metodo scientifico per comprendere l’oggetto esterno, assume arbitrariamente il diritto di possederlo, trasformarlo, dominarlo ritenendo che tutta la natura umana ed ambientale possa essere manipolabile dall’uomo indipendentemente da ogni responsabilità».
Si tratta di un modello che s’ispira alla «cultura del relativismo pratico», che tende a porre l’uomo al centro dell’universo, dimenticando che «la natura è stata donata dal Creatore all’essere umano solo affinchè la coltivasse e la custodisse e non perchè la dominasse arbitrariamente fino a distruggerla».
Di fronte alla gravità della situazione ambientale e all’abuso delle biotecnologie applicate all’uomo, che mettono a rischio persino la naturalità dei processi della vita e la sopravvivenza della specie umana, è necessaria una radicale «educazione ambientale» che porti ad una «conversione ecologica» capace di assicurare a tutti «il bene comune» e di «difendere le risorse naturali».
E’ auspicabile, quindi, che, nel prossimo futuro, l’uso attento delle tecnologie possa limitare l’impatto ambientale nel campo dell’efficienza energetica, dell’agricoltura, dell’approvvigionamento alimentare e dei trasporti, attraverso la dimensione ridotta dei macchinari, l’utilizzo circoscritto di fertilizzanti, l’adozione di sistemi energetici ed infrastrutturali in grado di controllare il flusso di energia dal produttore al consumatore, con vantaggi rilevanti per l’ambiente e per la persona.
In breve, occorre coniugare l’assetto del territorio e dell’ambiente con la tutela della persona umana, ossia coniugare l’ecologia ambientale con l’ecologia umana, secondo una dimensione circolare che comprende anche l’ecologia spirituale, che implica la liberazione del cuore e della mente dall’egoismo, dall’impurità del peccato d’incondivisione, dall’aggressività delle intenzioni e dei comportamenti e dall’infedeltà a Dio e alla Chiesa.
Il bene comune richiede «il rispetto della persona» e della sua dignità e «si sostanzia nel benessere, nella sicurezza, nella pace sociale», nello sviluppo sostenibile, che presuppongono la solidarietà, la consapevolezza dell’esistenza di «una comunione universale» tra gli esseri umani e il dono della carità.
In questa prospettiva, il libro di Antonio Panico e Paola Casella, “La vocazione dell’uomo alla custodia del creato. Fedeltà, tradimenti e misericordia”, pubblicato con i tipi della Libreria Editrice Vaticana nel 2015, che ha dato titolo alla conferenza, consente a ciascuno di riscoprire la vocazione a “coltivare e custodire” il creato e di riscrivere idealmente il rapporto tra Dio, l’uomo e il creato alla luce della Bibbia, della Tradizione ecclesiale, degli insegnamenti del Magistero della Chiesa e della Laudato si’ di Papa Francesco.
Il Chiar.mo prof. Don Antonio Panico, autore di numerose pubblicazioni, è Coordinatore delle attività accademiche della sede di Taranto della LUMSA, dove insegna Sociologia Generale e Dottrina Sociale della Chiesa. E’ docente stabile presso l’ISSR “Romano Guardini” di Taranto ed insegna nei corsi di Dottrina Sociale Cristiana della Fondazione “Centesimus Annus”. E’ membro del Direttivo dell’Unione Cattolica Internazionale di Servizio Sociale e Vicario Episcopale per i problemi sociali e la custodia del creato dell’Arcidiocesi di Taranto.
Ringrazio l’illustre Relatore, per quanto ci dirà, ringrazio tutti voi per la presenza e ringrazio il Luogotenente d’onore, S.E. Cav. Gr. Cr. Dott. Rocco Saltino, a cui cedo la parola per la prosecuzione dei lavori.

Gr. Uff. Prof. Notaio Ferdinando Parente
Luogotenente per l’Italia Meridionale Adriatica
dell’Ordine Equestre del S. Sepolcro di Gerusalemme


1 - Per il testo della Lettera Enciclica, v. il sito http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_2015.
2 - G. DI PISA, La terra è la casa comune. Commentario sull’Enciclica «Laudato Si’» del Santo Padre Francesco, Modugno (BA), 2016, p. 15.
3 - F. COCCOPALMERIO, Prefazione a G. DI PISA, La terra è la casa comune, cit., p. 9.
4 - F. COCCOPALMERIO, o.l.c.
5 - F. COCCOPALMERIO, o.c., pp. 9-10.
6 - F. COCCOPALMERIO, o.c., p. 10.
7 - F. COCCOPALMERIO, o.c., p. 12.
8 - Risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2017. Sul punto, F. PARENTE, Dalla persona biogiuridica alla persona neuronale e cybernetica. La tutela post-moderna del corpo e della mente, Napoli, 2018, p. 168, nota 532.
9 - Cfr. F. PARENTE, I moduli consensuali di pianificazione del territorio e la tutela degli interessi differenziati, Napoli, 2006, pp. 10-11.
10 - G. DI PISA, La terra è la casa comune, cit., pp. 16-17








Autore: Gr. Uff. Prof. Notaio Ferdinando Parente Luogotenente per l’Italia Meridionale Adriatica dell’Ordine Equestre del S. Sepolcro di Gerusalemme

Allegati
SAN GIOVANNI ROTONDO: Introduzione alla conferenza di S.E. Gr. Uff. Prof. Notaio Ferdinando Parente