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06/05/2026
Bitonto 14 marzo 2026 - Via Crucia di Luogotenenza
“Sulle orme di Francesco e dell’ Uomo della Croce”
“Sulle orme di Francesco e dell’ Uomo della Croce” - La Via Crucis di Luogotenenza – Bitonto, sabato 14 marzo 2026.
In un mondo che sta sempre più perdendo l’ importanza ed il valore dello “stare insieme”, il pio esercizio della Via Crucis nel tempo della Quaresima, come da felice tradizione, voluto ed organizzato da S.E. Grand’ Ufficiale Dott. Bernardo Capozzolo, Luogotenente per l’ Italia Meridionale Adriatica dell’ O.E.S.S.G., è l’ occasione di grazia per rinsaldare non solo i vincoli di amicizia fraterna, ma per ritrovare le radici della spiritualità e rinnovare i voti di fedeltà , carità e servizio che caratterizzano la missio del Cavaliere e della Dama. Il santo pellegrinaggio “Sulle orme del Crocifisso con Francesco”, non solo memoria di un avvenimento lontano e pia devozione con la sua ritualità , ma “partecipazione viva al mistero della salvezza”, si è snodato per le strade del borgo antico di Bitonto, presieduto da S.E. Rev. ma Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo Metropolita di Bari-Bitonto e Gran Priore della Luogotenenza. Nelle quattordici Stazioni della Passione del Signore, passi scelti dalle Sacre Scritture, dagli scritti di San Francesco e dalle testimonianze di quanti oggi vivono nella martoriata Terra di Gesù si sono rivelati prezioso sussidio per riflettere con il Santo di Assisi sulle orme di Cristo e sulla “nostra croce quotidiana”, fatta di scelte e sofferenze, di debolezze e cadute, che acquistano senso e valore in una prospettiva superiore. Un momento di forte crescita spirituale si è vissuto, al termine della Via Crucis, presso la Concattedrale di Maria Assunta attorno al Gran Priore, Mons. Satriano, che ha evidenziato come le ferite di nostro Signore, che “ha condiviso fino in fondo la paura e la fragilità dell’ uomo”, sono le ferite della storia e del nostro vivere, perché “queste ferite hanno un nome e un volto molto concreto: la Terra Santa” e “le strade dove Gesù ha camminato sono ancora segnate dal pianto, dalla paura, dall’ angoscia di popoli feriti dalla guerra”. Allora per noi Cavalieri e Dame, che amiamo “quella terra ferita e benedetta” e siamo custodi del Santo Sepolcro e della promessa che va oltre la morte, dobbiamo avvertire, potente e forte, la nostra “vocazione”, che comporta un cambiamento nella nostra vita: “perché custodire il Sepolcro significa stare accanto alle croci della storia; significa non abituarsi mai alla guerra; significa non anestetizzare il cuore davanti alla sofferenza dei popoli”, in quanto siamo destinati ad essere “donne e uomini dell’ alba”, oltre la morte, oltre la notte del mondo, testimoni della resurrezione dentro di noi e nel nostro tempo.
Il pomeriggio di “arricchimento dello spirito” si è concluso presso la chiesa di San Domenico di Guzman, per la conferenza di Padre Gianfranco Pinto Ostuni, Commissario generale di Terra Santa per il Sud Italia. Ha introdotto l’ incontro S.E. il Luogotenente, che ha sottolineato come si vivono oggi tempi difficili, in cui non esiste più il diritto internazionale, dove prevale la logica del più forte e, pertanto, Francesco, oltre ad essere uomo di fede e di spiritualità , è stato anche uomo di pace ed in tal senso risultano illuminanti due episodi collegati alla sua vita: il primo fu l’ incontro storico avvenuto a Damietta nel 1219 con il sultano d’ Egitto, durante la quinta Crociata, quando, nonostante le ostilità , si verificò un potente “atto di dialogo interreligioso” tra Cristianesimo e Islam; il secondo episodio riguarda la disputa di natura politica e giurisdizionale, avvenuto poco prima della morte di Francesco, tra il podestà di Assisi ed il vescovo Guido II; in quell’ occasione Francesco ottenne che il podestà , uomo di fede, cercasse la riconciliazione con il vescovo ed, inginocchiandosi ai piedi del prelato che lo aveva scomunicato, chiese perdono e ricevette l’ abbraccio che sciolse i cuori e sancì la fine del contrasto tra le due autorità , civile e religiosa, quel perdono così grande cui è dedicata una strofa che Francesco scrisse nel “Cantico delle creature”. S.E. conclude il suo intervento ringraziando tutti i Cavalieri che hanno collaborato alla manifestazione, il Comune di Bitonto nella persona del Sindaco, Avv. Francesco Paolo Ricci, per la perfetta riuscita dell’evento di Luogotenenza e per l’impeccabile servizio d’ ordine, che ha consentito una raccolta e silenziosa partecipazione al cammino spirituale.
“Francesco pellegrino del Vangelo nella Terra del Crocifisso” è il titolo scelto da Padre Gianfranco Pinto Ostuni. “Celebrare gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’ Assisi non significa semplicemente rievocare una figura luminosa del passato, né limitarsi a un esercizio di memoria storica o devozionale. Significa, piuttosto lasciarsi interpellare da una vita che continua a parlare, a provocare, a inquietare la Chiesa e il mondo...Francesco appartiene al presente come una domanda aperta, come una chiamata che non smette di risuonare”, perché essere cristiani vuol dire essere sempre in cammino; così chi partecipa alla Via Crucis diventa “homo viator” per andare verso Dio ed i suoi fratelli. Il concetto di pellegrinaggio, la “peregrinatio”, appartiene al Medioevo, la forma concreta della ricerca umana di Dio per ricevere da Lui il perdono e la riconciliazione, certamente un’esperienza personale, che si affiancò ad una dimensione storica e politica: la liberazione dei Luoghi Santi. Anche il giovane benestante Francesco avvertì questo duplice ideale, penitenziale e cavalleresco, pensando di unirsi alla cavalleria del conte Gualtiero di Brienne, ma ben presto abbandonò la vita mondana, comprese la sua vera vocazione ed iniziò a consacrarsi a Dio, scegliendo di rivestirsi “dei panni degli ultimi, dei minores” e formando la prima “fraternitas minoritica”. Ma Francesco comprese inoltre l’ importanza e l’ urgenza di diffondere la Parola di Dio, avviando così una vasta ed intensa opera missionaria, in un pellegrinaggio “totale” che lo portò a guardare il mondo e questo spiega il suo incontro, come pellegrino disarmato, con il sultano Malik el-Kamil: così nasce, nel tempo, la presenza secolare dei francescani come custodi dei Luoghi Santi, le “sentinelle silenziose” della Terra del Crocifisso, di cui i Cavalieri e le Dame dell’ O.E.S.S.G. sono i sostenitori, con l’ impegno concreto e la responsabilità a favore del Patriarcato Latino, in una terra in cui “l’ecumenismo del sangue” è una realtà viva e dolorosa, che non distingue confessioni, che dovrebbe unire e non dividere.
Chiude l’ incontro il Sindaco di Bitonto, che ha ribadito quanto sia importante ed anche gratificante per un amministratore locale la possibilità di incidere positivamente nel contesto sociale e garantire il benessere dei cittadini, testimoniando il rispetto dei valori umani; dichiara la disponibilità del Comune di Bitonto ad ospitare altre manifestazioni dell’ Ordine, invitando a visitare il Museo Diocesano della Città , ospitato nell’ ex convento dei Frati Minori, in collegamento con il team specializzato di ArtWork, la cooperativa sociale a servizio della cultura, presente in più centri della Puglia.
Dama di Gran Croce Prof. Dott. Maria Gloria Zezza Rainò
Autore: Dama di Gran Croce Prof. Dott. Maria Gloria Zezza Rainò
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PROGRAMMA
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