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26/09/2019
Ultimo saluto al Cav. Gr. Cr. C. Amm. Sipontino Puddu da parte di S.E. Cav. Gr. Cr. Dott. Rocco Saltino Luogotenente d’Onore dell’Ordine
Molfetta 25 settembre 2019 - Parrocchia Cuore Immacolato di Maria

Cav. Gr. Cr. C. Amm. Sipontino Puddu Alle ore 16,30 di mercoledì u.s. nella chiesa Cuore Immacolato di Maria detta di S.. Filippo Neri a Molfetta , si sono tenute le esequie per il compianto confratello Sipontino Puddu, segretario del Consiglio di Luogotenenza. Tutti i presenti si sono stretti attorno ai familiari: le figlie Manuella e Antonella con i nipoti, non è passata inosservata la grande partecipazione al sacro Rito celebrato da S.E. Rev.ma mons. Domenico Cornacchia vescovo della Diocesi, fra gli altri, presenti il sindaco Tommaso Minervini, S.E. il Luogotenente prof. Ferdinando Parente, S.E. dott. Rocco Saltino che per tutti ha rivolto l’ultimo saluto, di seguito riportato, il Cav.Gr.Cr. dell’Ordine dei Cavalieri di Malta marchese Giulio De Luca, l’Amm.Sq. Michele de Pinto, il comandante della Capitaneria di Porto di Molfetta, il Consiglio di Luogotenenza, i rappresentanti di varie Sezioni e Delegazioni dell,Ordine, folta rappresentanza dell’ANMI dei marinai in congedo con il loro vessillo, i quali alla fine hanno scortato il feretro del loro Socio salpato per la sua ”Ultima Missione”. Hanno scortato il feretro anche un picchetto di Cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Hanno fatto ala tantissimi parenti, amici ed estimatori partecipanti al caro estinto.

Di seguito il saluto del Luogotenente d’Onore:

“I tanti amici, e cavalieri accorsi a rendere l’estremo saluto a Sipontino Puddu confermano che anche la morte, di questo grande uomo come la vita, appartiene a molti.
A loro che hanno avuto il privilegio di frequentarlo con continuità e costanza diciamo che il vuoto che ha scavato questa dolorosa assenza ha invaso, turbando anche le nostre famiglie, i nostri affetti.
In questa moltitudine di gente ognuno ha perso un insostituibile pezzo di sè.
Chi l’amico, chi il padre, chi il Cavaliere, chi il maestro.
Siamo tutti, purtroppo, irrimediabilmente più poveri.
Più deboli, forse.
Era nata così, d’altronde, la parabola dell’uomo Cavaliere Sipontino Puddu. Un’ uomo straordinariamente popolare fin dal primo momento, nella nostra Luogotenenza.
Da quel novembre del 2009 quando ebbi modo di conoscerlo come Cavaliere maturo fondatore della delegazione di Molfetta, un eccellente studioso, programmatore, tecnico, conquistò noi tutti.
Nessuno, anche i più attenti, avevano previsto quel risultato che travalicava, trasversalmente, il recinto del nostro ordine, superando ideologie e convincimenti culturali, e lo sviluppo di un servizio sempre più teso verso la Terra Santa.
Se si volessero interpretare i segni della sua capacità persuasiva che diventava radicato consenso ed adesione, dovremmo ricordare gli aneddoti, gli esempi, il linguaggio semplice ed efficace con cui riusciva ad affascinare la nostra comunità.
Inamovibile nei convincimenti. Con una passione morale e politica invincibile.
Ecco questo è il primo carattere eccezionale della sua personalità.
Rimane un secondo elemento che più di altri mi ha fatto pensare in queste ore.
Io lo chiamerei il gusto dell’emancipazione sociale.
I Cavalieri non dimenticheranno mai che Tu sei stato il custode dei nostri statuti e regolamenti.
Nella sua azione di romantico condottiero non vi era altro se non un sincero gusto della crescita del Cavaliere che non poteva essere tradito, nè fermato.
È lui che ci ha insegnato a non mollare mai, quando si è nella ragione. A tutti i costi!.
E Dio solo sa quanto ci è servito, quanto mi è servito, quando ebbi il privilegio di lavorare con lui per lunghi otto anni.
Qualcuno ha detto che la vita di ognuno di noi si descrive meglio dopo la morte. Devo ammettere che non è così.
.
In queste ore ho messo in fila nella mia mente i tuoi appunti, le tue citazioni, che parlano di te, volevo fare una descrizione dettagliata della tua ricca esperienza umana e di Cavaliere.
Ho pensato che tu non avresti condiviso. So del tuo amore per l’essenzialità e la concretezza ed anche se eri qui presente per un’altra occasione come hai fatto tante volte, mi avresti suggerito di essere breve e puntuale. Se l’affetto che abbiamo nutrito per te si dovesse misurare dal nostro dire o dal nostro scrivere non basterebbe il più lungo dei papiri.
Devi essere consapevole che, pur lasciandoci, di te è rimasto il più duraturo dei pensieri e dei ricordi che riempirà la nostra azione e quella di molte altre generazioni.
E forse questo privilegio non è dato a tutti.
Un commosso e riconoscente saluto Antonio, amico di tutti.
Ciao Antonio.”

Autore: Cav.Gr.Cr.Col. Mauro L. de Pinto - Delegato di Molfetta