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09/12/2020
Ingresso solenne al Santo Sepolcro del nuovo Patriarca, S B Mons. Pierbattista Pizzaballa

GERUSALEMME - Venerdì 4 dicembre 2020, Sua Beatitudine Pierbattista Pizzaballa è entrato solennemente nella Cattedrale del Santo Sepolcro prendendo così ufficialmente possesso della sua Sede di Patriarca Latino di Gerusalemme. Come è stato con altre importanti cerimonie religiose durante tutto l'anno 2020, l'ingresso del patriarca nella sua cattedrale è stato limitato a un numero molto ridotto di partecipanti e funzionari a causa di quella che potrebbe diventare una terza ondata di COVID-19 che ha colpito il paese.

La cerimonia è iniziata proprio come qualsiasi altro ingresso patriarcale, presso il Patriarcato Latino di Gerusalemme. In processione, il patriarca, accompagnato dal clero e dai laici per il consueto percorso verso il Santo Sepolcro lungo le vie della Città Vecchia di Gerusalemme, benediceva quanti stavano ai lati della strada.

Arrivati al cortile del Santo Sepolcro, Sua Beatitudine è stata accolta dai tre rappresentanti e custodi della cattedrale delle diverse confessioni religiose (greco-ortodossa , armena e cattolica) nonchè dal portinaio musulmano che custodisce la chiave della porta del Santo Sepolcro. Quindi è entrato nella cattedrale e ha proseguito chinandosi a baciare la Pietra dell'unzione e benedicendo la folla con l'acqua santa. Qui è stato accolto da p. Francesco Patton, Custode di Terra Santa. Solo dodici anni fa, era Mons. Pizzaballa il Custode che aveva accolto il nuovo Patriarca, Mons. Fouad Twal, durante il suo ingresso solenne.

Punto cardine: il Signore Crocifisso e Risorto

Nel suo discorso di benvenuto, p. Francesco Patton ha sottolineato la centralità del Signore Crocifisso e Risorto il solo che può aiutarci ad abbattere il muro di inimicizia tra i popoli della Terra Santa, tra le diverse religioni e tra i cristiani stessi. Ha parlato anche della speranza che il nuovo Patriarca avrà bisogno di attingere dal Santo Sepolcro per combattere contro le difficoltà.

Non ha poi dimenticato di far riferimento alla disponibilità a collaborare con lui al servizio della Chiesa locale da parte di tutta la Custodia, con la sua “internazionalità”, per essere “segno della nuova umanità riconciliata nel Sangue di Cristo e nella Sua morte e risurrezione. "

Dopo l'accoglienza del Custode, il Patriarca è entrato da solo nella Tomba di Gesù, per un momento di preghiera silenziosa, mentre la folla cantava il Te Deum. Al termine della proclamazione del Vangelo da parte del Custode, l'arcivescovo Leopoldo Girelli e don Ibrahim Shomali hanno dato lettura della Bolla papale, rispettivamente in latino e in arabo. Monsignor Boulos Marcuzzo ha poi accolto calorosamente Sua Beatitudine a nome del Collegio dei Consultori e dell'intera famiglia del Patriarcato Latino, rivolgendogli i suoi celebri Mabruk (le tradizionali congratulazioni arabe) per cui è ben conosciuto a Gerusalemme. Infine, ha solennemente consegnato il pastorale al nuovo pastore della diocesi di Gerusalemme.

Il Santo Sepolcro e i limiti dell'uomo

Non a caso la Basilica del Santo Sepolcro viene scelta per l' ingresso di ogni nuovo patriarca. “Non c'è inizio, infatti, non c'è iniziativa ecclesiale, non c'è progetto che abbia consistenza fuori dalla luce pasquale”, ha detto il Patriarca. Il Santo Sepolcro come ha ricordato anche il Custode nel suo discorso di benvenuto è “il luogo dove c'è la morte ma anche la maturazione della fede”.

Mons. Pizzaballa non è nuovo agli ingressi nel Santo Sepolcro. Quattro anni fa è tornato in cattedrale per un nuovo servizio alla Chiesa di Dio, come Amministratore Apostolico del Patriarcato latino. “Sono stati anni intensi e faticosi, ma anche ricchi di esperienze meravigliose”, ha detto Sua Beatitudine.

Oggi il Patriarca inizia un nuovo cammino nella Chiesa di Gerusalemme ringraziando Dio per la Sua fedeltà durante gli anni passati. Tuttavia, non dimentica di mostrare la sua vulnerabilità ricordando le sue paure e i suoi limiti. Nel suo discorso di ingresso ha detto: “Non posso non sperimentare sentimenti di timore dinanzi a una missione che supera le mie capacità. Ma accetto questa nuova obbedienza, che desidero portare con gioia. Certamente è anche una croce, ma una croce che porta frutti di salvezza ogni volta che viene accolta con gioia ".

Si possono leggere quasi le stesse parole nel suo primo messaggio alla diocesi, nel 2016, all'inizio della sua nuova missione, quando Papa Francesco lo nominò Amministratore Apostolico. In quell'occasione aveva detto: “Non nascondo di essere rimasto sorpreso da questa richiesta , conoscendo i miei limiti personali e oggettivi. Potete quindi immaginare la mia trepidazione e la mia preoccupazione per il compito che mi è stato affidato. " E da quel momento, il tema del limite dell'uomo è stato spesso presente nelle sue meditazioni e omelie settimanali, accanto alla sottolineatura di come l'essenziale sia restare nell'obbedienza a Dio. E' ciò che anche oggi ha ricordato, aggiungendo che, pur non avendo il "dono delle lingue", vuole assicurare ai fedeli il suo "desiderio sincero di arrivare al cuore di tutti".

Ingresso solenne al Santo Sepolcro del nuovo Patriarca, S B Mons. Pierbattista Pizzaballa




Autore: lpj.org