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19/06/2021
Sezione di Andria: Cerimonia passaggio di consegne tra il Cav.Gr.Cr. Pasquale Ciciriello e il Gr. Uff. Pasquale Sgaramella
Intervento del Luogotenente S.E. Cav. Gr. Cr. Prof. Notaio Ferdinando Parente

S.E. Cav. Gr. Cr. Prof. Notaio Ferdinando Parente 
Luogotenente per l'Italia Meridionale Adriatica Cerimonia Consegne Preside Sezione di Andria
17 giugno 2021
Buonasera.
Desidero, anzitutto, esprimere i deferenti saluti della Luogotenenza IMA e i miei personali a S.Ecc. Rev.ma Gr. Uff. Mons. Luigi Mansi, Vescovo di Andria e Priore della Sezione, al Luogotenente d’onore S.Ecc. Cav. Gr. Cr. Dott. Rocco Saltino, alle altre Autorità laiche e religiose dell’Ordine, ai Cavalieri, alle Dame e agli altri presenti in assemblea.
Carissimo Preside eletto, a nome della Luogotenenza e mio personale, Le formulo voti augurali per il Suo mandato di servizio come nuovo responsabile laico della Sezione di Andria.
Carissimo Preside emerito, grazie per il lungo periodo di dedizione appassionata e instancabile a favore dell’Ordine. Sono certo d’interpretare la volontà di tutti nel formularLe sentimenti di apprezzamento e gratitudine.
Questa cerimonia sobria, ma significativa mi offre l’occasione per ricordare sommessamente che Sua Eminenza Rev.ma il Signor Cardinale Fernando Filoni, Gran Maestro dell’Ordine, ci esorta a vivere “da risorti, portando a tutti la luce della speranza” per lasciarci guidare dallo scopo prioritario dell’Ordine di rafforzare la “crescita spirituale dei suoi membri”, che impone “di subordinare i propri interessi personali ai bisogni degli altri e al bene comune” nel solco della carità.
La tradizione della Chiesa declina due modelli di carità: la carità che traduce la fede in opere di misericordia e la carità che introduce alla fede, ossia che ci avvicina alla fede e la consolida nella vita quotidiana.
Ogni membro dell’Ordine è chiamato a vivere questa duplice esperienza di carità attraverso la preghiera, l’impegno personale e la sollecitudine nell’esercizio della solidarietà a favore delle popolazioni della Terra Santa.
In questo percorso vocazionale, nessun membro dell’Ordine deve sentirsi inadeguato alla chiamata di servizio. Ognuno deve imparare a scoprire lo stupore della chiamata alla sequela di Cristo e a trovare l’umiltà nel servizio e nell’esecuzione del mandato per guardare il mondo con gli occhi di Dio.
Sua Eminenza Rev.ma il Signor Cardinale Angelo Comastri, predicatore fervido e profondo, in un Suo noto scritto, sottolinea che, nella vita di Gesù, spesso tutto appare paradosso, tutto sembra inspiegabile. Nel servizio iniziale alla Sua Chiesa, ad esempio, Gesù sceglie come primi collaboratori un pugno di pescatori, gente che sembrava inadeguata.
Gli Atti degli Apostoli, in merito, riferiscono un particolare allusivo: “Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e considerando che erano senza istruzione e popolani, rimanevano stupefatti riconoscendoli per coloro che erano stati con Gesù” (At 4, 13). Eppure questi uomini sono stati i più stretti collaboratori di Cristo nel promuovere un cambiamento radicale nella storia dell’umanità.
Il nostro rapporto con la fede, dunque, richiede la forza di credere al paradosso, cioè di credere alla verità della Parola.
In una toccante riflessione di qualche tempo fa, Sua Santità Papa Francesco ha esclamato: “Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo”.
Non possiamo, perciò, avere titubanza di fronte ai mandati di servizio verso la Chiesa e l’Ordine per le responsabilità che essi comportano: noi crediamo, per fede, che, tramite Cristo, Dio è entrato nella storia, che questa storia è carica di speranza e che la speranza ci fa diventare testimoni credibili e protagonisti di opere di carità.
Grazie a tutti per la partecipazione e ancora auguri di un proficuo mandato di servizio al nuovo Preside.